Maternità e rapporto con il proprio corpo.


Immagine corporea e maternità Treviso

L’essere in gravidanza costituisce un’esperienza psicofisica che la donna vive a più livelli: cognitivo (il pensiero di essere incinta), emotivo (le emozioni legate all’attesa), immaginativo (le fantasie su come sarà il bambino) e inevitabilmente corporeo (il cambiamento delle proprie forme).


La prima fase che segue l’esito positivo del test è caratterizzata principalmente dagli aspetti cognitivi, emotivi ed immaginativi. Accettare l’idea di diventare madre porta con sé emozioni diverse e contrastanti che possono variare in maniera molto soggettiva a seconda dei casi: si pensi ad esempio alla differenza tra una gravidanza inattesa e una programmata, al caso in cui si sia ricorsi alla fecondazione assistita, alla qualità della propria situazione sentimentale o ancora alla differenza tra l’attesa del primo figlio o le eventuali successive gravidanze.


Nei primi mesi le modificazioni del corpo della donna sono molto lente, tuttavia, con il progredire della gravidanza, la velocità e l’intensità di tali cambiamenti aumentano coinvolgendo in maniera sempre maggiore anche il livello corporeo.


L’aumento del peso e il cambiamento sempre più evidente delle forme del proprio corpo, come ad esempio la crescita della pancia e del seno, si riflettono sull’elaborazione della propria immagine.

Cos'è l'immagine corporea?

L’immagine corporea, che Paul Schilder definì per la prima volta nel 1935 come “il quadro mentale che ci costruiamo del nostro corpo”, non è solo la descrizione del corpo o come ci vediamo davanti allo specchio, ma è più che altro la percezione che abbiamo di esso.


Possiamo pensare all’immagine corporea come un concetto flessibile e in continua evoluzione che segue le normali e fisiologiche modificazioni del corpo come ad esempio il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, l’invecchiamento o, nella donna, il periodo della gravidanza.

Il modo di percepire il proprio corpo, la propria forma e i sentimenti che si provano rispetto ad esso sono inoltre influenzati quotidianamente dalle emozioni, dall’umore, dai commenti che si ricevono dall’esterno o dai giudizi che si formulano internamente nei propri confronti.

Per approfondire trovate qui un articolo dedicato interamente a questa tematica.

Cosa succede all'immagine corporea durante la gravidanza?

Il rapporto con il proprio corpo si modifica continuamente durante i 9 mesi di attesa: all’inizio l’elaborazione della propria immagine che si modifica è quasi ricercata con trepidazione per confermare l’idea “di diventare mamma” che si è già sviluppata a livello cognitivo ed emotivo.


Questa ricerca porta ad esempio molte donne a monitorare i propri cambiamenti attraverso l’uso della fotografia: spesso si possono vedere sui social mamme che ogni mese scattano una foto nella stessa posizione e con gli stessi vestiti addosso per confrontare la crescita del pancione.

In alcune donne queste modificazioni possono risultare invece molto difficili da elaborare e può essere complicato anche riuscire a parlarne. La società descrive l’esperienza della gestazione come “uno dei momenti di maggiore felicità per una donna”: se le proprie sensazioni ed emozioni riguardo la gravidanza, il corpo o il bambino sembrano discostarsi da quelle che sono le aspettative sociali si ha spesso la sensazione di sentirsi sbagliate, a disagio o delle “non brave madri”.


Nei casi in cui il rapporto con la propria immagine corporea era negativo anche prima della gravidanza è molto comune provare tali sensazioni, tuttavia anche nei casi in cui in precedenza vi era un’immagine corporea positiva la velocità del cambiamento ed altre dinamiche possono influenzare negativamente la propria percezione.

Cosa accade nel Post-Partum?

La ricerca scientifica evidenzia che in realtà il periodo più critico non è la gravidanza quanto piuttosto il post-partum: la maggior parte delle volte durante l’attesa il cambiamento viene accettato in maniera molto positiva, mentre successivamente tende ad aumentare il grado di insoddisfazione corporea (Davies and Wardle, 1994).

Altri studi evidenziano una netta differenza tra l’atteggiamento delle donne con una pregressa storia di diete e controllo del peso rispetto a quelle che in passato non avevano mai effettuato nessuna restrizione alimentare: le prime presentano una maggiore aspirazione alla magrezza e una più elevata insoddisfazione corporea (Fairburn, 1990).


Può essere utile rivolgersi ad uno specialista per affrontare il proprio rapporto con il corpo sia durante una gravidanza, sia preventivamente se si sta pensando di rimanere incinta e il pensiero del cambiamento sembra essere una preoccupazione.

Il periodo del Post-Partum risulta essere molto delicato anche nei casi in cui si soffre di Depressione Post-Partum o Baby Blues.

Immagine corporea e maternità Treviso

"L’attesa di una madre non assomiglia a nessun’altra attesa" – Massimo Recalcati

Come gestire il rapporto con il proprio corpo dopo il parto?

Nel periodo che segue la nascita del bambino il corpo della donna continua ad essere in continua evoluzione: è un corpo in “transizione” perché non è più quello che aveva durante la gravidanza ma non è neanche “quello di prima”; questa condizione unita al momento di fragilità data dalle fisiologiche modifiche ormonali del parto stesso, rende complicata l’elaborazione della propria immagine corporea.

"Tornare belle e magre come prima": l'ideale di bellezza della società

Il corpo della gravidanza veniva quotidianamente apprezzato ed osservato da tutti, mentre l’ideale di bellezza proposto dalla società prevede che le neomamme “tornino subito ad essere belle e magre”: nel web spopolano articoli e consigli miracolosi per “tornare come prima”, come se quel nuovo corpo non fosse accettabile e dovesse a tutti i costi essere modificato e “rimesso in forma”.


La neomamma, che già fa fatica ad adattarsi al suo nuovo ruolo e alle incombenze del prendersi cura del bambino, sente aumentare l’ansia e la frustrazione derivanti anche dalle aspettative sul proprio corpo.


La ricerca scientifica ci conferma che il confronto con tale ideale di bellezza può determinare un peggioramento dell’insoddisfazione corporea e questa spesso risulta associata ad una bassa autostima e sintomi depressivi nonché alla possibilità di sviluppo di patologie alimentari (Van Den Berg et al.,2007).


Se si percepisce che i pensieri rivolti al proprio corpo e alle modificazioni creano preoccupazione o disagio può essere utile confrontarsi con uno specialista per riuscire a stare meglio.


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