Quali sono le differenze tra la sindrome premestruale e il disturbo disforico premestruale? E’ un disturbo che si presenta ciclicamente nella donna, con dei sintomi psicofisici che compaiono nella settimana prima del ciclo e che tendono ad attenuarsi e poi scomparire, con l’arrivo delle mestruazioni.

Cos’è la Depressione Post Partum?
Come riconoscerla?

La maternità porta con sé un momento molto delicato di cambiamento sia dal punto di vista fisico che psichico, coincide infatti con un cambio di ruolo e di identità nella donna.
Le neomamme non affrontano tale cambiamento con la gioia e la serenità che da sempre, nella narrazione sociale, vengono associate a questo momento: si trovano inevitabilmente ad affrontare nuovi dubbi e preoccupazioni riguardo il loro ruolo di genitore e le relative incombenze che derivano dal bambino.
In alcuni casi si può arrivare a soffrire di Depressione Post Partum o ad affrontare la sindrome di “Baby Blues”.
Quando compare la Depressione Post Partum?
Una donna su 8 circa soffre di Depressione Post Partum o perinatale (durante la gravidanza).
La fase più critica di comparsa della sintomatologia riguarda le prime 2 – 3 settimane dopo il parto, tuttavia si può manifestare nel corso di tutto il primo anno di vita del bambino.
Quali sono i sintomi della Depressione Post Partum?
I sintomi più frequenti sono:
- rapidi cambiamenti dell’umore con fasi di tristezza, pianto, disperazione, collera, svogliatezza e vergogna;
- ipersensibilità;
- senso di inadeguatezza e di incompetenza per il nuovo ruolo di madre;
- odio, autosvalutazione e trascuratezza verso sé stesse;
- disturbi del sonno e dell’appetito.
Nei confronti del bambino possono alternarsi disinteresse o un’eccessiva preoccupazione per il suo benessere caratterizzata da paure immotivate non legate alla situazione reale e timore di rimanere da sola con il bambino, sino a veri e propri pensieri insistenti o deliri associati al rischio di poter fare del male al proprio figlio (ad esempio la paura di farlo cadere).
Spesso si associano anche ansia, attacchi di panico o nei casi più gravi pensieri di morte
Questi sentimenti vengono accettati con molta difficoltà, perché vengono percepiti come distanti dallo stereotipo della maternità vista come un momento di esclusiva gioia e felicità.
Riconoscere i sintomi e chiedere aiuto ad un esperto è fondamentale per poter affrontare e superare con il giusto supporto questo momento.
Qual è la differenza tra Depressione Post Partum e Baby Blues?
I giorni che seguono il momento del parto sono per la madre un momento molto delicato, caratterizzato da modificazioni endocrine ed ormonali ma anche emotive e psicologiche; in circa il 50-80% dei casi si possono manifestare crisi di pianto, oscillazioni dell’umore e un senso di inadeguatezza.
Quando questi segnali devono farvi preoccupare?
Mentre nella Depressione Post-Partum il sentimento prevalente è la tristezza, nelle donne con il Baby Blues si alternano gioia e tristezza ma anche irritabilità, ansia, insonnia, mancanza di energia e abbassamento delle capacità di concentrazione e talvolta un leggero stato confusionale. Inoltre prevale la forte sensazione di essere sopraffatte dai nuovi impegni legati al bambino che si sommano a quelli precedenti la sua nascita.
Quanto dura il Baby Blues?
Il Baby Blues avviene solitamente i primi giorni dopo la nascita del bambino e si risolve spontaneamente entro 10-15 giorni dal parto.
I sintomi del Baby Blues vanno comunque tenuti sotto controllo perché sono un fattore di rischio, in circa il 25% dei casi (Miller 1999; Josefsson A, Berg G, Nordin C, Sydsjo G 2001) per la vera Depressione Post Partum.
Nonostante la sintomatologia sia più lieve e la durata più breve rispetto alla Depressione Post Partum è importante anche in questo caso che la madre riceva un aiuto immediato da parte dei professionisti e il giusto sostegno da parte dei familiari.

“Nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche la madre. Lei non è mai esistita prima.” Osho
Quali sono le cause della Depressione Post Partum?
Quando si parla di Depressione Post-Partum una delle domande più comuni è: “quali sono le cause?”
Questa domanda sorge spontanea nella giovane madre che ha spesso la sensazione di “sentirsi sbagliata” se in un momento che viene socialmente descritto come l’ideale di felicità, gioia e soddisfazione, si sente invece triste, affaticata ed inadeguata.
In realtà più spesso di quanto si possa pensare è normale provare tali sensazioni, tuttavia per adeguarsi alle aspettative che arrivano da amici e familiari circa il nuovo ruolo di madre, la donna tende a mascherare i suoi vissuti con un’apparente felicità.
Non esiste una vera causa scatenante: dal punto di vista medico nel caso della sindrome del Baby Blues i sintomi passeggeri sono probabilmente attribuibili alla prostrazione fisica che prova la mamma durante il parto e al rapido calo dei livelli di estrogeni, progesterone e altri ormoni presenti in gravidanza.
Nel caso della Depressione Post-Partum invece le cause sono spesso multifattoriali; al rapido calo ormonale si associano spesso: precedenti episodi di depressione post partum, precedenti vissuti di ansia o depressione, mancanza di supporto nella rete familiare e/o amicale, problemi con il partner, complicazioni ostetriche, parti gemellari, difficoltà economiche.
Cosa possono fare i familiari?
Inoltre, un approccio olistico alla Depressione Post-Partum non può non tenere conto del vissuto della neomamma che spesso non si esprime con l’elenco dei sintomi clinici ma piuttosto con una confidenza sussurrata, fatta spesso non al medico ma al partner o all’amica fidata, come se si trattasse di un’ammissione di colpa che provoca estremo dolore.
Familiari ed amici hanno un ruolo di fondamentale importanza in questo delicato momento: frasi come “Dai che sei forte e ce la fai” o “Ma il bambino è sano e bello, non c’è niente per cui preoccuparsi” rischiano di far sentire la mamma ancora più in colpa e inadeguata; è importante invece validare le emozioni che sta provando in quel momento, supportarla anche dal punto di vista pratico.
In questi casi è importante chiedere aiuto ad uno specialista.
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